Ristrutturazioni in condominio: introdotto lo sconto in fattura e la cessione del credito d’imposta

Il Decreto Rilancio introduce lo sconto in fattura e la cessione del credito d’imposta, anche per le “vecchie ristrutturazioni “. Ecco i requisiti per usufruire dello sconto fiscale del 50%.

L’assemblea condominiale ha deliberato dei lavori di manutenzione straordinaria delle parti comuni?
Le spese che andrai a sostenere potrebbero rientrare nelle agevolazioni, detrazioni o bonus per la ristrutturazioni di parti comuni in condominio.

Indice
1. Detrazioni fiscali per le ristrutturazioni: cosa sono
2. Detrazioni nelle ristrutturazioni condominiali: requisiti
3. Detrazioni fiscali sui lavori in condominio, come funziona
4. Cessione credito d’imposta e sconto in fattura

Detrazioni fiscali per le ristrutturazioni: cosa sono

Detrazioni e bonus sono misure economiche di agevolazione fiscale.
Queste consentono ai singoli condomini, a secondo del tipo di incentivo economico, di risparmiare una percentuale sulla spesa sostenuta per i lavori. L’incentivo viene corrisposto sotto forma di credito sull’Irpef.
Dunque si può parlare anche di credito d’imposta.
Lo sconto fiscale concesso per gli interventi di ristrutturazione ( più avanti vedremo quali sono) è pari al 50% della spesa sostenuta.

Detrazioni nelle ristrutturazioni condominiali: requisiti

Nel caso di lavori di ordinaria o straordinaria manutenzione il requisito principale per poter usufruire delle detrazioni fiscali, qualsiasi esse siano, è che questi siano interventi eseguiti sulle parti comuni dell’immobile.

Dunque per usufruire delle agevolazioni il requisito principale è che i lavori vengano fatti esclusivamente sulle parti comuni dell’immobile.
Ma quali sono le parti comuni del condominio?
Al fine di individuare in modo inequivocabile quali sono le parti comuni, il codice civile lo sancisce in modo chiaro all’articolo 1117.
Sono parti comuni dell’edificio:

1) Le facciate, i muri maestri, pilastri e travi, fondamenta, suolo su cui sorge l’edificio, cortili, giardini, scale, portoni d’ingresso, lastrici solari e tetti.

2) Le aree destinate a parcheggio, portineria, la lavanderia, gli stenditoi e i sottotetti destinati, per le caratteristiche strutturali e funzionali, all’uso comune.

3) Gli ascensori, i pozzi, le cisterne, gli impianti idrici e fognari, i sistemi centralizzati di distribuzione e di trasmissione per il gas, per l’energia elettrica, per il riscaldamento ed il condizionamento dell’aria, per la ricezione radiotelevisiva e per l’accesso a qualunque altro genere di flusso informativo, anche da satellite o via cavo, e i relativi collegamenti fino al punto di diramazione ai locali di proprietà individuale dei singoli condomini, ovvero, in caso di impianti unitari, fino al punto di utenza, salvo quanto disposto dalle normative di settore in materia di reti pubbliche.

Detrazioni fiscali sui lavori in condominio, come funziona

Come detto in precedenza i lavori di ordinaria o straordinaria manutenzione condominiale che ricadono nell’ambito di applicazione delle detrazioni fiscali, devono essere eseguite sulle parti comuni dell’edificio.
Questo è il requisito principale che consente ai singoli condomini di usufruire delle agevolazioni economiche.

Tuttavia non è l’unico. L’altro requisito è infatti la necessità che i pagamenti relativi ai lavori eseguiti siano tracciabili.

Il bonifico parlante è ciò che in gergo è chiamato il pagamento che il condominio fà a favore di chi ha eseguito i lavori. Il bonifico dovrà necessariamente partire dal conto intestato al condominio verso il conto intestato all’impresa che ha eseguito i lavori.

Nell’ambito delle detrazioni o bonus fiscali di ristrutturazione condominiali non sono consentiti pagamenti che partano da conti che siano diversi da quello condominiale. Dunque il conto corrente bancario o postale non può essere di un condomino ne tantomeno dell’amministratore.
D’altro canto il condominio è obbligato ad avere un conto corrente nel quale vengono convogliati i pagamenti delle quote condominiali sia del bilancio ordinario che delle spese straordinarie.

Ricorda: anche i costi accessori ai lavori, come la progettazione, direzione dei lavori, computo metrico etc.. rientrano nelle spese per le quali è possibile usufruire delle detrazioni fiscali, sotto forma di credito d’imposta.

Cessione credito d’imposta e sconto in fattura

Il Decreto Rilancio, ha introdotto con l’art 121 la possibilità, anche per le ristrutturazioni, di poter cedere il credito d’imposta o ottenere lo sconto immediato in fattura.
Dunque come per l’Ecobonus, il Sismabonus e il bonus facciate anche per le “vecchie ristrutturazioni” si potrà usufruire della cessione del credito d’imposta o dello sconto in fattura.
I lavori di ristrutturazione che usufruiscono dello sconto fiscale del 50% potranno trasformare lo sconto fiscale in credito d’imposta da cedere a terzi o avere dal fornitore lo sconto immediato in fattura.
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