Bonus facciate 2020

Bonus facciate che cosa è, quali sono gli interventi ammessi, quali sono i requisiti per accedere al bonus facciate, e la procedura per ottenere il Bonus facciate 90%. Scopri tutto sul bonus facciate 2020.
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Indice
1. Bonus facciate: cosa è
2. Bonus facciate: requisiti
3. Bonus facciate: in cosa consiste
4. Bonus facciate: lavori che rientrano nella detrazione
5. Bonus Facciate: sconto in fattura e cessione del credito
6. Bonus facciate: il bonifico parlante
7. Bonus facciate: documenti da conservare

Bonus facciate: cosa è

Il Bonus facciate è lo sconto fiscale destinato ai lavori di recupero e restauro delle facciate di edifici.
Possono usufruire del bonus facciate sia i proprietari o inquilini, residenti o no, condomini o unità unifamiliari.
Il bonus facciate non prevede un tetto massimo di spesa. I lavori ammessi allo sconto oltre agli interventi di consolidamento e restauro della facciata, sono anche la semplice pulitura e tinteggiatura oltre a quelli sui pluviali, grondaie, parapetti e cornici.

Rientrano tra le spese che beneficiano dello sconto fiscale anche quelle correlate ai lavori.
Dunque, spese per i ponteggi, spese per lo smaltimento rifiuti, occupazione del suolo pubblico, tasse e diritti, spese tecniche e di progettazione. Tutte spese che ricadono nel bonus facciate.

Bonus facciate: requisiti

La principale limitazione del bonus facciate è che gli immobili oggetto dei lavori di risanamento della facciata siano all’interno delle zone A e B. Per sapere quali immobili rientrano nelle zone A e B continua a leggere l’articolo.

Cos’è la zona A?

La Zona A è il centro storico di un Comune che contiene agglomerati urbani con le seguenti caratteristiche:
1) carattere storico;
2) artistico;
3) o di particolare pregio ambientale.

Sono incluse le “porzioni di essi, comprese le aree circostanti”.

Cos’è la zona B?

Sono in zona B (zona di completamento) le “area totalmente o parzialmente edificate”. La Zona B comprende le parti di territorio parzialmente o totalmente edificate, diverse dalle zone di tipo A.
Le zone parzialmente coperte sono quelle che hanno un indice di superficie coperta non inferiore al 12,5% cioè come 1/8.

Bonus facciate: in cosa consiste

Lo sconto fiscale denominato “bonus facciate” consiste nella detrazione dall’imposta lorda (Irpef o Ires).
E’ concessa per i lavori di recupero e restauro delle facciate di immobili, indipendentemente se condomini o soluzioni unifamiliari, prima o seconda casa.

La detrazione fiscale, è riconosciuta per i lavori eseguiti dal 1 Luglio 2020 al 31 dicembre 2021.
La detrazione fiscale pari al 90% delle spese sostenute vanno ripartite in 10 anni in quote di pari importo.
Non è previsto un tetto massimo di spesa, ne di detrazione.

Il contribuente potrà scegliere in alternativa alla detrazione d’imposta o compensazione, il contributo sotto forma di sconto in fattura o di cedere a terzi, banche o finanziarie il credito d’imposta (cessione del credito).

Per le spese relative a interventi sulle parti comuni degli edifici, ai fini dell’imputazione al periodo d’imposta, la data del bonifico effettuato dal condominio, indipendentemente dalla data di versamento della rata condominiale da parte del singolo condomino.

Per esempio, nel caso di bonifico eseguito dal condominio nel 2019, le rate versate dal condomino nel 2020, non danno diritto al “bonus facciate”.
Invece, nel caso di bonifico effettuato dal condominio nel 2020, le rate versate dal condomino nel 2019, nel 2020 o nel 2021 (prima della presentazione della dichiarazione dei redditi relativa al 2020) danno diritto al bonus.

Bonus facciate: lavori che rientrano nella detrazione

  • Restauro della facciata esterna visibile anche solo parzialmente dalla pubblica via
  • Grondaie
  • Pluviali
  • Cornicioni
  • Parti impiantistiche che insistono sulla opaca della facciata
  • Balconi, sottobalcone, frontalini, pilastrini, parapetto, verniciatura ringhiera metallica, pavimentazione e impermeabilizzazione.

Bonus Facciate: sconto in fattura e cessione del credito

Il Decreto Rilancio pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 19 Maggio 2020 estende lo sconto in fattura o la cessione del credito d’imposta, inizialmente previsto solo per l’ECOBONUS e il SISMABONUS, anche al Bonus facciate.

L’introduzione dello sconto in fattura o della cessione del credito d’imposta anche per il bonus facciate, apre delle prospettive interessanti per i lavori sulle facciate degli immobili in condominio. In pratica chi decide di intervenire sul risanamento della facciata, anche per la sola tinteggiatura usufruisce di uno sconto fiscale del 90%.

La detrazione fiscale pari al 90%, che può diventare uno sconto immediato in fattura, è una spinta considerevole per mettere mano finalmente al recupero del patrimonio edilizio nazionale.

Dunque le resistenze, per lavori talvolta molto costosi vengono meno, grazie alle agevolazioni fiscali che si possono ottenere con il bonus facciate. I lavori sulle facciate dovranno essere eseguiti entro il 31 dicembre 2021, salvo proroghe. In attesa dei decreti attuativi, vediamo come funziona lo sconto in fattura e la cessione del credito d’imposta.

Lo sconto in fattura e la cessione del credito hanno caratteristiche differenti. Differenze che vanno considerate per scegliere la soluzione più giusta alle proprie esigenze. le due modalità di convertire la detrazione fiscale hanno modalità e tempistiche diverse. Vediamo quali sono.

Sconto in fattura

L’art. 121 d comma 2 del Decreto Rilancio introduce, analogamente al  ECOBONUS e al SISMABONUS, lo sconto in fattura anche per il bonus facciate. Una novità che va a modificare l’iniziale agevolazione, che non prevedeva tale ipotesi. Lo sconto in fattura ha il vantaggio di essere praticamente immediato.
L’impresa esecutrice potrà applicare uno sconto in fattura pari all’importo della detrazione fiscale.
In pratica il condominio cede all’impresa il credito d’imposta che a sua volta potrà essere ceduto a terzi o utilizzato a compensazione dei tributi Irpef dovuti.

Tuttavia il condizionale è d’obbligo. Infatti il fornitore non è obbligato ad applicare lo sconto immediato in fattura a fronte della cessione del credito d’imposta.
Si tratta piuttosto di un libero accordo tra l’impresa fornitrice dei servizi e il cliente.

Cessione del credito d’imposta

Nel caso in cui non si giunga ad un accordo circa lo sconto in fattura, il Decreto Rilancio estende al Bonus facciate, la possibilità per il contribuente di cedere il credito d’imposta a terzi, banche o finanziarie. La novità introdotta dall’art. 121 modifica le disposizioni del Febbraio 2020 con le quali non si prevedeva la possibilità per il bonus facciate della cessione del credito d’imposta. Anche per quanto riguarda la cessione del credito d’imposta sarà necessario attendere i decreti attuativi e l’Agenzia delle Entrate per conoscere nel concreto, come la cessione del credito d’imposta a terzi è attuabile.

Bonus facciate: il bonifico parlante

Per quanto concerne il bonifico all’impresa che ha eseguito i lavori questo dovrà essere fatto secondo le seguenti modalità:

  • Bonifico bancario o postale nel quale va inserito la causale del versamento;
  • La causale del versamento fa riferimento alla riqualificazione del patrimonio edilizio, cioè ristrutturazione;
  • il codice fiscale del condominio beneficiario della detrazione;
  • il numero di partita Iva o il codice fiscale del soggetto a favore del quale è effettuato il bonifico (ditta o professionista che ha effettuato i lavori);
  • Aggiungere una descrizione suppletiva relativamente ai lavori eseguiti citando la legge 27/12/19 n. 160 legge di bilancio 2020.

Bonus facciate: documenti da conservare

  • fatture che provano le spese effettivamente sostenute;
  • ricevuta del bonifico;
  • abilitazioni amministrative richieste o dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà con indicazione della data di inizio lavori;
  • domanda di accatastamento, per immobili non censiti;
  • ricevute di pagamento dei tributi locali sugli immobili, se dovuti;
  • delibera assembleare di approvazione dell’esecuzione dei lavori e tabella millesimale, per la ripartizione delle spese;
  • consenso ai lavori, per gli interventi fatti da chi detiene l’immobile.

Domande frequenti

  • Con il bonus facciate è consentito lo sconto in fattura?
    Si. Il Decreto Rilancio ha introdotto, anche per il bonus facciate, la possibilità dello sconto in fattura.
  • Il fornitore è obbligato ad accettare lo sconto in fattura?
    No. Il fornitore non è obbligato allo sconto in fattura a fronte della cessione del credito d’imposta.
  • E’ possibile cedere a terzi, banche o finanziare il credito d’imposta vantato dal contribuente?
    Si. Il contribuente può cedere a terzi, banche o finanziarie il credito d’imposta relativo al bonus facciate.
  • La banca è obbligata ad accettare la cessione del credito d’imposta?
    No, non è obbligata.
  • I lavori di rifacimento della facciata del condominio rientra nel bonus facciate?
    Si, gli interventi di restauro, pulitura o sola tinteggiatura della facciata condominiale rientrano nella detrazione fiscale del bonus facciate a condizione che l’immobile sia nelle zone urbane A e B.
  • Gli interventi sul balcone rientrano nel bonus facciate?
    Si.

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Una risposta

  1. dimambro_gino ha detto:

    per lo sconto in fattura, già concordato con la ditta che eseguirà i lavori, quali documenti occorre predisporre da parte dell’amministratore del condominio e quali da parte dei singoli condòmini ?

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